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Fox’s newest film, Yossi, picks up this man 10 years later and finds him still wrestling with inner demons.

Even now, as a professional doctor, Yossi (Ohad Knoller) still grieves for Lior “Jagger” Amichai, the man with whom he carried on a secret love affair as a soldier in an Israeli army troop before he died in Yossi’s arms during combat on the Lebanese border.

La sua vita procede in una solitudine pensierosa e discreta, ravvivata qua e là episodicamente da incontri organizzati via chat (tristemente simpatico quello che vede il protagonista, sempre più impacciato ed insicuro, tacciato di scorrettezza da parte di un aitante giovane ricco titolare di locali alla moda, che rimprovera a Yossi di aver inserito nell’annuncio una foto di troppo tempo prima; una immagine che non lo rappresenta ora, che non corrisponde alla triste (ma non certo irrimediabile) realtà che lo presenta giù di morale, su di chili, occhi lucidi di tristezza e sguardo apatico e rassegnato) o da serate organizzate da colleghi fieramente etero, orgogliosamente esagitati e molto poco elegantemente invadenti.

L’incontro casuale in ospedale con la madre del compagno defunto spinge Yossi a passare a trovare i due anziani genitori del giovane caporale; un’azione coraggiosa per il timido Yossi, ma poco felice negli esiti: l’incontro, condito più che altro da un silenzioso imbarazzo contagioso, sarà decisamente controproducente, sia per lui che per la famiglia del defunto, che ha sempre desiderato vivere con l’immagine idealizzata ma non certo reale di quel giovane bel figlio scomparso prematuramente: e certamente non servirà a placare l’animo disturbato del giovane, aumentando anzi il disagio e l’amarezza.

Knoller’s remarkably nuanced performance is filled with delicate emotion that subtly shifts as Yossi’s world begins to crack open, leaving an indelible impression.

But as Yossi sits on Jagger’s bed and stares into space after having been invited to visit his old room by Varda’s husband, the screen dissolves into a point-of-view dolly shot of an open road, and suddenly we see Yossi driving to an as-yet-unknown location.

It’s then that a relatively conventional drama blossoms into something more bracingly unstructured, the shift subtly reflecting Yossi’s own aimless quest to snap himself back to emotional life.

At a rest stop, Yossi encounters a group of four young soldiers and offers them a ride to the hotel at which they’re staying; during the car ride, he plays them a selection from the “Adagietto” movement of Gustav Mahler’s Fifth Symphony.

When, after dropping them off at the hotel, Yossi impulsively decides to stay at that same hotel, we later see him sitting by a pool reading a book—identified by one of the soldiers as Death in Venice.

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